A history of Violence:

Stamattina 28 Novembre 2007 si è svolta l’assemblea di istituto del Liceo Classico di Lucca al cinema moderno. L’argomento di discussione era la violenza(discorso generale); ammetto che il titolo del film scelto per la proiezione mi aveva suscitato una certa curiosità. Il titolo “A history of violence” mi aveva fatto ricordare di una pubblicità vista in televisione, in cui c’era la scena con l’attore protagonista Viggo Mortenses con uno sguardo frustrato e talvolta mascherato da una tranquillità inesistente. Detto questo, dopo la proiezione del film mi sono detto fra me e me “Ma che razza di film hanno scelto i rappresentanti di istituto??…certamente un film privo di senso!Tanto vale dire che mi piace perchè ci sono persone che ammazzano, sangue che vola da tutte le parti e in apparenza una trama non molto particolare”. Poi però finita l’assemblea e conclusosi un dibattito molto sciapo, (senza un vero e proprio interesse) sono andato a pranzare da solo. Casualmente mentre mangiavo mi è tornato in mente il film e mi sono reso conto che un senso bene o male ce l’aveva.
Tom Stalls (Viggo Mortensen) conduce una vita tranquilla in una piccola cittadina del Colorado. Gestisce una tavola calda, ha una bella moglie, un figlio alle prese con i problemi adolescenziali e una figlia ancora piccola ma dallo sguardo tenero. Tutto sembra procedere in maniera tranquilla fino a che un giorno due malviventi irrompono nella sua tavola calda in ora di chiusura, minacciando tutti con una pistola. Tom con freddezza afferra la caffettiera e la schianta in testa al primo dei due uomini; l’altro spara diversi colpi nel tentativo di colpire Tom, ma fallisce; nel frattempo Tom afferra la pistola dell’uomo a terra e spara a entrambi in piccole frazioni di secondo. Lui riuscirà a cavarsela con uno sparo sul piede, non si salveranno invece gli spietati rapinatori dal tempismo e dalla reazione di Tom. L’evento lo trasformerà in un piccolo eroe mediatico americano, cambiando la sua vita e quella della sua famiglia(ovviamente in negativo), fino ad una sconvolgente rivelazione. La sua vita non sarà più la stessa.
In questa storia basata forse su casualità e anche banalità si cerca di esprimere quella che è la tematica predominante e fondamentale del film, ossia l’inevitabile violenza:-essa si basa su modello americano(ovviamente visto in forma di critica); infatti il film con sfondo tipicamente americano mette in luce ritratti della società odierna, sempre più propensa alla violenza e ai soprusi. Secondo il regista canadese nella società odierna alla violenza si risponde con altrettanta violenza e oltretutto sottolinea i disagi che la violenza provoca (la rottura del nucleo familiare-la cattiva influenza sul figlio, che in un primo momento non era propenso alla violenza e la tendenza a raccontare menzogne per i propri scopi). Questa riflessione l’ho fatta per circa cinque minuti mentre stavo mangiando. Posso dire personalmente che il film mi è piaciuto nonostante le scene forti e crude, ma dopotutto se non esistessero le scene forti, sarebbe alquanto inutile aprire un dibattito su questo film.
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