Se lo chiedete a un pescatore vi risponderà sicuramente di sì: esiste una tecnica per catturare le trote che consiste proprio nell’avvicinarsi di soppiatto e solleticare loro la pancia. Se effettuata correttamente, la tecnica costringe la trota in uno stato di trance durante il quale è semplice prenderla delicatamente e sollevarla dall’acqua. Citato già da Shakespeare nell’Inghilterra di inizio Seicento, questo effetto non ha molto a che vedere con il solletico vero e proprio, che invece coinvolge il complesso sistema di eventi che porta alla risata. Dunque per sapere se un animale potrebbe soffrire il solletico dobbiamo domandarci se è in grado di ridere. Fino a non molto tempo fa questa era considerata una caratteristica esclusiva della specie umana, ma oggi sappiamo che va estesa quanto meno anche agli altri mammiferi. Infatti è stato dimostrato che i circuiti cerebrali che sovrintendono al meccanismo della risata sono molto più antichi di quelli, esclusivi della specie umana, che governano il linguaggio. Quindi molti mammiferi oltre all’uomo sono in grado di ridere e quindi potenzialmente di soffrire il solletico.